Perchè bevi acqua imbottigliata?

news del 26 Gennaio 2019

Secondo l’ultima ricerca effettuata nel 2018
dall’osservatorio di
“Sara Assicurazioni”, la compagnia assicuratrice
dell’ Automobil club Italia,
a preoccupare di più i sardi è la qualità dell’acqua
che scorre dai rubinetti delle loro case.
Solo il 29% di loro la beve,
mentre addirittura il 71% preferisce acquistare
quella confezionata in bottiglie.

La mancanza si fiducia
è quindi il motivo di questa scelta.

Ma la fiducia accordata all’acqua imbottigliata,
viene dallo studio specifico?
Dal confronto?
Da una approfondita conoscenza?

Gli standard che determinano
il suo possibile utilizzo alimentare,
rispetto agli inquinanti “naturali”
che si possono trovare nell’ambiente
e quindi nelle falde
( compresi quelli causati dall’antropizzazione),
sono gli stessi utilizzati per l’acqua di rete?

L’acqua minerale, come è comunemente definita,
non è altro che acqua di sorgente,
imbottigliata all’inizio del proprio percorso.

Le sorgenti sgorgano in zone incontaminate,
nelle quali non sono previsti insediamenti umani,
agricoli, o industriali e sono considerate immuni
da ogni forma di inquinamento.

L’acqua di queste fonti è stata considerata
a suo tempo,
microbiologicamente pura,
preservata da ogni tipo di inquinante chimico,
poiché naturalmente filtrata, bonificata,
stabilizzata e purificata dal terreno.

Per questi motivi i controlli biochimici
effettuati sulle acque minerali
sono molto meno frequenti
rispetto a quelli effettuati per l’acqua
di uso domestico.

Questo dovrebbe far già sorgere
qualche piccola preoccupazione
o no?


Ma a preoccupare, non c’è solo
un controllo meno rigido:
la legislazione prevede che alcuni inquinanti,
come per esempio arsenico, nichel e cromo trivalente,
possano non essere controllati e per altri,
come il cadmio, considera limiti di tollerabilità più ampi,
rispetto a quelli tollerati,
per l’acqua di rete.

Ciò perché queste sorgenti
sono considerate come qualcosa di statico,
perennemente uguali a se stesse e quindi
eternamente pure ed incontaminate!

Di fatto non esiste un’acqua minerale
uguale nel tempo
ne uguale ad un’altra
e la differenza la fanno
i componenti del terreno dove sgorga la sorgente,
la costanza della sua portata
e i cambiamenti legati sia al clima
che all’inquinamento progressivo.

Alla fine se vuoi sapere
cosa contiene l’acqua che bevi
devi leggere le etichette,
ma – va detto – la legge
non obbliga le aziende produttrici
a scrivere proprio tutto.

La questione comincia a diventare
per lo meno misteriosa.


Durante l’imbottigliamento,
il processo di controllo non è più
ne rintracciabile ne  obbligatorio.
Le norme non esistono e si citano generici campioni
effettuati “di solito” dal produttore.

di solito. Cioè? ogni quanto?
-di solito.
-ah beh!

Anche quando le analisi fatte alla fonte
verificano che l’acqua è
“batteriologicamente pura”,
non è detto
che lo sia anche quella
contenuta nella bottiglia acquistata.

Se parliamo di una bottiglia di acqua minerale non gasata,
conservata alla luce, per mesi, sotto il sole,
ad alte temperature,
può verificarsi un notevole aumento
della carica microbica
e possono svilupparsi muffe o alghe,
le cui spore sono sempre presenti
in tutte le acque minerali,
al dilà della dicitura sull’etichetta essendo,
per legge, prive di cloro o altri disinfettanti.

E quando le bottiglie fanno crock?
Le microfratture del pet,
quando la bottiglia viene schiacciata
prendendola in mano o semplicemente
infilando la cassa nel cofano della macchina,
sono a rischio “cessione
chimica”, cioè a rischio 
passaggio di particelle di plastica
all’acqua da bere.

a proposito: MAI riusare una bottiglia!
questo lo sapevi. Vero?

E in quanto tempo si può consumare,
una volta aperta?
 Una volta aperte le bottiglie,
l’acqua va consumata entro 3 giorni
e conservata a 4 gradi:
come il latte! 

e questa da dove salta fuori?

Dall’analisi condotta più di 7 anni fa,
da una equipe composta dalle università di
Napoli, Bologna, Cagliari e Benevento
che aveva analizzato
186 campioni di acque minerali
tra le più famose d’Italia,
scovando le cose che non erano indicate in etichetta,
si scopre che in certe acque
ci sono dei livelli elevati di berillio.

Nonostante sia conosciuto il rischio all’esposizione
anche a piccolissime quantità di berillo
uno può assumere tranquillamente
acqua che ne contiene
e chi la produce non è assolutamente fuori legge
… perché non c’è la legge.

 Chi la produce non è fuori legge.
Semplicemente perchè non c’è una legge! 

Si può constatare ancora che oggi,
il limite del manganese
è di 50 microgrammi per l’acqua potabile
e di 500 per le acque minerali,
per l’alluminio, il limite per le acque potabili è
di 200 microgrammi per litro
e per le acque minerali non ha limite
o ancora l’esempio riguardante il fluoruro
per il qualele acque potabili
hanno un limite massimo di 1,50
ma per quelle minerali di 5.

Pensiamoci quando andiamo a comprare acqua,
soprattutto quando è in offerta
o, peggio …
di un discount …
ma, cosa volevamo risparmiare esattamente?
 

Ma, se ormai beviamo più acqua minerale che acqua di rubinetto,
nell’etichetta dovrebbe essere tutto precisato,
soprattutto se un’acqua non è consigliabile per l’infanzia.
Ma spesso certe scritte
sulle bottiglie che finiscono sulle nostre tavole
proprio non ci sono!


Parliamo ad esempio di Arsenico.
Una sostanza che adesso ha lo stesso limite
sia per l’acqua potabile che per quella minerale.
Beh, menomale eh!

L’arsenico è una sostanza
che ha creato un certo allarmismo
negli ultimi anni, avendo effetto
su tutti i sistemi dell’organismo,
a partire dal sistema cardiovascolare e polmonare,
ha effetti genotossici ed effetti cancerogeni accertati,
per il tumore del polmone ma,
anche della cute e della vescica.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità
ha stabilito come limite dell’arsenico
nell’acqua da bere 10 microgrammi per litro e,
dunque, sarebbe giusto conoscere
se beviamo un’acqua minerale,
qual è la sua concentrazione di arsenico.
Ma, 3 delle acque più bevute in Sardegna
(2 tra le più care e rinomate),
stanno di pochissimo al di sotto questa soglia.

Eppure, nell’ etichetta di queste consumatissime
e buonissime acque minerali,
non si trova alcuna traccia
di questa ingombrante presenza,
o dei valori indicativi della quantità di cadmio, rame …

Nonostante ci siano acque minerali
che hanno caratteristiche simili
a quelle dell’acqua di casa,
dovrebbero sottostare a un’apposita legge
che limiti la presenza di alcuni
elementi che contengono,
tanto che ce ne sono alcune
che, addirittura non potrebbero essere bevute tutti i giorni.
Ma non è dato di sapere quali!

  Lo sapevi che esiste
un manuale del Ministero dello sviluppo economico,
relativo ai consigli per l’etichettatura? 

Si, è vero, anche se, a questo punto, non ci crederai.

Si tratta di consigli però, non di regole!
Tale manuale, in effetti, raccomanda di
“rivolgersi ad un medico prima di consumarle
soprattutto se si hanno delle patologie
o sono destinata a bambini
durante le differenti fasi della loro crescita”.

In effetti prima,
tanto, tanto tempo fa,
l’acqua imbottigliata si acquistava solo in farmacia
e dietro accorato consiglio
e raccomandazione del medico.
L’acqua per la nonna e quella per i bambini …
Ma poi sono arrivati gli esperti biologi e
scienziati nutrizionisti come Del Piero … ah no,
era centravanti della Juve …
insomma, quelli che fanno più plin plin di noi!

Per concludere, l’acqua in bottiglia naturale,
va consumata entro i tre mesi
dall’imbottigliamento mentre, per quella gasata,
il consumo può essere effettuato
anche dopo 6 mesi dall’imbottigliamento.

Purtroppo non è obbligatorio indicare la
data di produzione. Per la scadenza,
i produttori infatti si attengono a norme generiche
che scelgono di applicare,
senza incorrere in sanzioni,
fantasticando di 12 o
addirittura 24 mesi.

 L’acqua è vita.
è facile accorgersene,
quando accaldati, ad esempio,
attraversiamo un ruscello
di montagna e tutto il nostro corpo
vibra a quel ribollio di freschezza.
L’acqua è vibrazione di vita
ed è alla base dello stato vivente. 

Il fabbisogno idrico giornaliero per un individuo adulto
in condizioni normali va da un litro e mezzo,
fino a due litri al giorno. I bambini e gli anziani
hanno un fabbisogno idrico più elevato,
nel primo caso per l’elevato “turn over” dell’acqua,
nel secondo caso perché gli anziani avvertono meno
lo stimolo della sete, e quindi tendono a non avere
una buona idratazione dell’organismo.

.L’acqua svolge funzioni biochimiche fondamentali:
– Regola la temperatura corporea
– Solubilizza le sostanze nutritive nelle cellule
– Favorisce l’eliminazione delle tossine
– Protegge gli organi interni
– Regola l’equilibrio elettrolitico

L’acqua è anche la componente fondamentale
del liquido cefalorachidiano che scorre
lungo il sistema nervoso centrale
e ha funzione sia protettiva che di trasporto.

Così come per:
– Fegato: ne permette la depurazione
– Apparato cardiovascolare: regola la pressione
– Apparato urinario: permette l’espulsione delle scorie
– Sistema nervoso: potenzia concentrazione e memoria
– Apparato digerente: mantiene l’intestino pulito,
riducendo il rischio di cancro
– Colesterolo: contribuisce all’abbassamento dei valori
Per un adulto, in media, la percentuale di acqua
è all’incirca il 60%-65% della massa corporea,
dato che cala di qualche punto percentuale nelle donne.
Ma, come detto, il valore tende a diminuire
con l’avanzare dell’età: nell’anziano cala al
50% e i centenari sfiorano addirittura il 40%.
Al contrario, nel neonato è intorno al 77%.

L’unica fase della vita in cui la percentuale di acqua
si avvicina al 90%, è quella embrionale con 94%.

Negli organi e tessuti presenti nell’organismo umano,
l’acqua non è equamente distribuita:
nell’occhio, nei polmoni ed nel cuore
è presente in elevate percentuali, che si aggirano
attorno all’80%, mentre nelle sostanze adipose
le concentrazioni sono molto più
modeste e inferiori  al 10%.
L’acqua riveste un ruolo fondamentale
nell’organismo umano e, come viene già spiegato
nelle scuole elementari, è un elemento necessario
al corretto mantenimento delle funzioni vitali.

L’acqua è coinvolta in quasi tutte le funzioni del nostro corpo,
per questo la sua presenza viene mantenuta pressoché costante:
quando comincia a mancare acqua interviene
il meccanismo della sete, mentre in caso di eccessi
l’espulsione avviene velocemente attraverso le urine o
l’aumento della sudorazione.

Il nostro organismo sopporta variazioni di acqua molto limitate,
ed è possibile restare senza bere solo per pochissimi giorni,
mentre il digiuno alimentare, come sappiamo,
può essere più prolungato. 

PERCHE’
SE E’ COSI’ IMPORTANTE
NON CERCHIAMO L’ACQUA MIGLIORE ?
L’equilibrio del nostro benessere,
è regolato principalmente dall’acqua.
Allora, cosa stiamo facendo, per assicurarci
che l’acqua che beviamo, sia adatta,
all’importanza del compito che svolge per noi,
per i nostri figli, per la nostra famiglia?

La comune acqua del rubinetto fatica a togliersi di dosso
i luoghi comuni della colpevole disinformazione
che relega l’Italia al secondo posto al mondo,
dopo il Messico,
dei consumatori di acqua in bottiglia,
nonostante l’Italia sia in Europa,
il territorio più ricco di fonti rinomate per le eccellenti qualità,
che è la stessa poi, che alimenta gli acquedotti,
per l’aprovvigionamento delle reti cittadine.

Così i consumatori, la piazzano agli ultimi posti
nella graduatoria delle acque più consumate
a favore delle acque minerali, nonostante gli esperti di settore
affermino che è proprio l’acqua del rubinetto la più sicura!

Ma, se si sceglie di non bere quella del sindaco,
perché la si continua ad usare
per cucinare il brodo, le minestre, la pastasciutta,
irisotti, le pappe dei bambini,
il the,
il caffè?

Il business dell’acqua in bottiglia, ha portato le grandi multinazionali,
come ad esempio Nestlè, ad accaparrarsi
tutto quello che poteva, nel mondo.
Un caso eclatante è ad esempio,
quello di San Pellegrino, il gruppo della Nestlè Waters,
con l’acquisizione di Acqua Panna,
diventata il prodotto di punta per l’esportazione in Messico
(ma dai? chi lo avrebbe mai detto?),
Emirati Arabi, Russia …
sfruttando il mito inossidabile dei simboli valorizzanti dell’etichetta:
il giglio, la data storica 1564 e la parola Toscana.

il solito trucchetto del made in Italy.

ci sarebbe da chiedersi:
ma, ci sarà abbastanza acqua
nelle sorgenti Panna
per riempire tutto questo
assurdo business?

tu te lo stai chiedendo?

c
L’acqua del sindaco è la soluzione migliore.
Sempre? Dipende!
Da che dipende?
La rete di distribuzione è efficiente?
Che giri e giretti deve fare per arrivare al tuo rubinetto?
L’acqua passa prima in sistemi di raccolta o cisterne?

Quando le condizioni sono ideali,
basterà fare decantare in una caraffa, l’acqua di rete,
giusto il tempo per eliminare eventuale traccia di cloro o disinfettanti.
Qualcuno nella caraffa, mette un cristallo, per rienergizzarla!

Ma se vuoi la sicurezza, in caso di tracciati di rete sconnessi
o passaggi in cisterne e serbatoi, si può fare ricorso
a sistemi filtranti aggiuntivi.

Sul mercato si trovano sistemi vari e, al di la dei costi,
bisogna conoscerne il funzionamento,
per non buttare via soldi o peggio,
farci del male.

Osmosi inversa 
Si tratta di una tecnologia studiata per determinate colture
nemiche dell’acqua ricca di sali minerali.
I filtri che si basano sull’osmosi inversa sono utilizzati
prevalentemente per filtrare quelle acque ricche
di sostanze saline e di nitrati.
Si compongono di una membrana semipermeabile
attraverso la quale l’acqua viene
fatta passare con forza e dunque filtrata.
Per ottenere un litro d’acqua filtata con il sistema dell’osmosi inversa,
si disperdono, sprecandoli, ben 2 litri d’acqua potabile.
Si tratta di un sistema di filtraggio molto aggressivo,
in grado di eliminare quasi totalmente i sali minerali,
importanti per la nostra salute.
il costo medio di un impianto di questo tipo,
si aggira intorno ai 2.500,00euro.
L’acqua così filtrata non può
essere utilizzata per uso alimentare. 


Brocche o caraffe filtranti 
Le brocche filtranti sono tra i più comuni
depuratori d’acqua casalinghi.
La loro funzione è quella di migliorare
la classica acqua di rubinetto.
Il processo di depurazione avviene attraverso appositi filtri
costituiti da un lato di carbone attivo,
in grado di eliminare le impurità e il cloro,
e dall’altro di resina a scambio ionico, che stabilisce la durezza dell’acqua.
Pur essendo i depuratori più economici,
con un costo che si aggira intorno alle 25 – 55 euro,
le caraffe filtranti richiedono una particolare manutenzione.
Anzitutto occorre fare molta attenzione al filtro,
poiché con il tempo si consuma e
quindi sprigionare sostanze nocive..
Meglio scegliere quei filtri che contengono anche sali d’argento,
noti per la loro azione battericida.
In questo modo si previene l’increscioso problema
della proliferazione dei batteri quando l’acqua è nella brocca
ma aumentano i rischi di dispersione.

Filtri a carbone attivo
i filtri a carbone attivo, molto utilizzati negli acquedotti,
sono degli specifici filtri la cui funzione è quella di
eliminare dall’acqua sia il cloro che le sostanze nocive
che la rendono non potabile.
Questi filtri per quanto efficaci
hanno però un costo considerevole che parte
dai 212 euro fino ad arrivare ai 635 euro
esclusi i costi di manutenzione.
Una spesa, quest’ultima, che va ripetuta ogni sei mesi
(in base al luogo d’impiego).
Infatti i filtri a carbone attivo sono molto delicati,
si otturano facilmente e oltre un’accurata manutenzione
richiedono anche una sostituzione frequente.
Una volta posizionati, solitamente sotto il lavello,
occorre integrarli con delle lampade a raggi ultravioletti.
Tali lampade hanno il compito di prevenire l’insorgenza
di batteri e germi, che trovano intorno a questi filtri
un habitat ideale,
trasformandoli in una carica batterica inquinante. 


Addolcitori 
Gli addolcitori sono dei particolari filtri il cui scopo
è quello di addolcire appunto,
l’acqua, privandola del calcio e del magnesio.
Svolgono una funzione, prevalentemente anticalcare, 
in grado di prevenire
l’incrostazione dalle tubature.
Per questo motivo trovano largo impiego
per gli elettrodomestici.
Gli addolcitori più utilizzati sono quelli a scambio ionico
costituti di catoni di sodio, il cui funzionamento si basa
su uno scambio di ioni.
Nel momento in cui l’acqua passa nel filtro,
gli ioni di magnesio e di calcio vengono sostituiti dagli ioni di iodio.
I prezzi possono partire da poco meno di 100 euro
e arrivare addirittura a svariate migliaia.
Non abbiamo trovato uno standard indicativo.
Il loro utilizzo è sconsigliato per quelle acque già di per sé poco dure,
poiché un’acqua troppo dolce
non solo potrebbe superare il limite di durezza stabilito dalla legge,
di 10°F, ma potrebbe anche rovinare
le tubature a causa del suo pH, eccessivamente acido.
Tramite tali depuratori si otterrebbe in realtà
dell’acqua non potabile
– acqua demineralizzata nello specifico –
adatta ad essere utilizzata in ferri da stiro
o batterie delle auto, ma
non ad essere bevuta per periodi prolungati.
I depuratori addolcitori ad scambio ionico
servirebbero dunque per potabilizzare l’acqua in casi estremi,
per desalinizzare l’acqua di mare, ma
non per l’acqua di rubinetto che,
essendo già potabile,
verrebbe privata di importanti sali minerali,
ed il suo consumo quotidiano prolungato
diventerebbe dannoso per la salute,
privando il nostro organismo di sostanze ad esso estremamente utili,
come calcio e potassio. 


A questo punto,
non ti rimane che una scelta intelligente,
bevi l’acqua di rubinetto, così come viene erogata dalla rete,
senza centellinare più l’acqua da bere,
per non andare a caricarti il cofano della macchina, anche oggi!

Ma se stai ancora leggendo questa mail,
probabilmente come me che vivo in un condominio con la cisterna,
non sei convintissimo  della sua qualità.
La maggioranza dei nostri clienti
conosce la nostra posizione distante anni luce
dai sistemi descritti sino ad adesso.

Abbiamo infatti sempre trattato i migliori sistemi
per il trattamento dell’acqua.

Chi dei nostri vecchissimi clienti non usa il Filopur?
Chi non ha poi conosciuto il sistema multifunzione Top-Tap?

Oggi la tecnologia, consente di avere sistemi ancora più sicuri,
più comodi e con una gestione molto più semplice e pratica.
Ti stiamo parlando della evoluzione del microfiltrazione!
La microfiltrazione è un tipo di filtraggio
che si distingue dagli altri sistemi di
depurazione per via del suo funzionamento:
non esercita alcun trattamento aggressivo all’acqua potabile di rete.
Alla sua base infatti non c’è nessun scambio di ioni o osmosi,
esso agisce semplicemente microfiltrando:
Cloro
Sedimenti
Cisti
Protozoi
Piombo
Lindano
Amianto
2,4-D
Toxafene
Benzene
1,4Diclorobenzene
Atrazina
presenti nell’acqua, senza privarla della sua preziosa composizione minerale,
fondamentale per il benessere.

ma c’è di più
Il nuovo sistema di microfiltraggio Star-Tap sta per arrivare.
I clienti del Club, possono conoscerlo in anteprima
e avere una promozione unica,
se prenotano adesso una presetazione.
Regalati 10 minuti, per scoprire
dove ci ha portato la nuova generazione della
tecnologia per il trattamento dell’acqua.
Sono sicuro che rimarrai entusiasta.
Andiamo!chiama subito il tuo agente speciale!
o scrivi subito a:
info@theclubonline.it
 



e ora, beviamoci il nostro espresso perfetto.
alla prossima il tuo staff

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