Hai la sensazione di continuare a perdere qualcosa di importante?


io si, di continuo.
Si sono appena chiusi i seggi.
E’ stata una settimana molto calda.
Confidando su un risultato che ci possa soddisfare, ricominciamo ad occuparci delle cose ti tutti i giorni. 
Viviamo in una città bellissima: la Città del Sole.
Ma, tutti noi continuiamo a perderla, pezzo a pezzo.
lo sapevi che sino al dopo guerra, Cagliari possedeva un patrimonio sconfinato,
tra pozzi, fontane, meravigliose cisterne e raffinati sistemi di captazione,
di cui ora si riesce a malapena ad avere notizia a causa della loro distruzione?
In Sardegna l’acqua ha sempre avuto un importanza sacrale, come testimoniano
i templi costruiti intorno ai pozzi sacri.
Cagliari è sorta su un area penalizzata a causa dell’acqua salmastra presente
nelle falde più supeficiali e dunque per avere acqua pregiata, bisognava andare
a grande profondità.
Per farti un esempio la “Fontana di San Pancrazio” supera i 100 metri di profondità.
Non è la sola ad attestare il faticosissimo lavoro umano ma fu la prima
ad essere dismessa.
La causa della pensionamento della fontana, fu la deviazione della stazione di pescaggio, chiesto a gran voce dagli abitanti di Castedd’e susu che comiciarono a lamentarsi
per il fetore dei cavalli che venivano utilizzati per azionare il mulino per la risalita
dei vasi per l’acqua, a lamentarsi per il fango che causava, sporcando la piazza,
rendendola poco consona al passeggio delle dame e ad inveire contro il disordine
dovuto alle funi e ai recipienti e botti che occupavano ogni spazio.
ci piace riportare ciò che il canonico Spano scriveva all’epoca

Prima, il buco, l’ordegno ed i recipienti esistevano in mezzo la piazza.
Di modo che era deturpata ed incomoda, esistendovi anche la casupola pei cavalli, che giorno e notte girano la ruota del mulino per tirare l’acqua, che si porta in botti per la
città per uso delle famiglie. La voce generale dimandava una riforma di questo locale, perché il fango dell’inverno ed il fetore dell’estate incomodavano i cittadini che ivi
attraversavano per recarsi alla passeggiata /… /Fu il conte D. Carlo Boyl, in allora
Colonnello ed Ispettore dell’Artiglieria Reale, che propose di rimpiazzare il casamento sottoterra, scavando nella roccia per collocarvi il meccanismo del molino,
discendendovi per mezzo di una rampa che sta all’angolo sinistro, e coprendo la sala e galleria da una gran volta/ …/ L’acqua che vi si estrae si è fatta passare sotto il livello della piazza per mezzo di un canale di piombo che la conduce alla piazza Santa Croce, ove esiste il deposito e dove con facilità concorrono i carri per trasportarla in città…”
Fu un disastro. portare l’acqua con i secchi, nuovamente su, dalla Piazza Santa Croce, si rivelò una pensata faticosa e costosa e la fontana fu abbandonata.
Ma la storia della Fontana Bona, che si trovava dove sorge oggi il bastione S.Remy,
apprezzata per la qualità dell’acqua, anche in periodo estivo perchè mai salmastra e
sempre fresca e abbondante, continua a tormentare gli amministratori della città
ancora oggi.
Una vendetta sorda e spietata!
La fontana fu distrutta e soffocata, durante l’edificazione del bastione ed è considerata la causa (e la giusta maledizione), dei continui cedimenti della passeggiata coperta.
La cosiddetta “Fontana di Palabanda” era il pozzo più importante del quartiere di
Stampace. Il pozzo esiste ancora oggi, ma è poco conosciuto poiché rimane all ‘interno dell’ Orto Botanico. 
La falda che lo alimenta è comunque ancora attiva, dal momento che il pozzo è ancora ampiamente utilizzato per le esigenze irrigue dell’ orto botanico.
Solo che oggi l’acqua è prelevata da una pompa sommersa, mentre in passato era prelevata, come per le altre, da una noria a trazione animale.
Il perduto ed immenso patrimonio di gigantesche cisterne con la caratteristica forma di pera, che costituiva il sottofondo della città, sopperiva alla portata modesta delle
fonti cittadine che anzi,   alimentatavano le stesse cisterne, insieme all’acqua piovana,
filtrata attraverso lunghi e purificanti percorsi.
Purtroppo, prima di venire distrutte ai giorni nostri, molte cisterne vennero utilizzate
nei secoli per seppellire i troppi morti, nei periodi di gravi epidemie e magari questa
strana soluzione, era dovuta all’antico rito sardo, per il quale l’immersione di ossa
umane, avrebbe interrotto lunghi periodi di siccità.
Tra i misteri di notevoli ritrovamenti di crani e scheletri potrebbero esserci anche i resti di 900 monaci, fatti sparire …

Ma, non può mancare un po di magia ed ecco che nella Cripta di Sant’Agostino,
il cui ingresso è situato al numero 12 del Largo Carlo Felice, è visibile una polla d’acqua sorgiva alla quale sono stati attribuiti poteri benefici, cos’ come nella Cripta di
Sant’Avendrace, in un piccolo scavo nel pavimento, è stata registrata la presenza di
acqua salmastra che sarebbe stata utilizzata dal santo per dissetarsi durante la sua
prigionia e per questo motivo ritenuta dai fedeli “guaritrice dei mali”

Come vedi, si continua a dimenticare e distruggere senza conoscere e sapere quello
che si fa.
Ognuno di noi però, può decidere di smettere di fare le cose a pera e non sto parlando della forma delle cisterne ma, proprio del metodo di scelta.
Ho voluto raccontarti quel poco che sappiamo della perduta cultura dell’acqua, perchè la cultura e la consapevolezza, ci devono guidare nelle nostre decisioni.
L’acqua è la fonte della nostra vita e oggi, ci approcciamo in modo sbagliato,
al suo utilizzo.
Puoi fare qualcosa di giusto, nei confronti della terra, smettendo di contribuire
all’inquinamento causato dalla quantità vergognosa di plastica e farti un regalone,
cominciando a bere acqua sana e sicura

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